martedì 16 agosto 2016

Olimpia è morta...

...e l'ho uccisa io! 
Ho già avuto modo di raccontarvi che valore abbiano i Giochi Olimpici per il sottoscritto. Mi immergo nell'avventura a cinque cerchi, guardo qualsiasi evento mi passi sotto il naso, la respiro come fossi lì. Ho persino sognato di fare il volontario. 
L'amore per Olimpia era in crisi da un po'. Qui, infatti, mi chiedevo dove fosse finita.
Eppure l'ho avvelenata.
Tutto nasce dal «caso Schwazer» chiusosi con l'annunciato epilogo. 
Da lì è nata la mia "ossessione di doping". Il voler capire. Il voler conoscere. Il non voler credere all'ennesimo tradimento.
Parola dopo parola degli articoli di Fabio Cammalleri (La Voce di New York) e di Eugenio Capodacqua (La Repubblica). Pagina dopo pagina di "Campioni senza valore" o de "Lo sport del doping" di Sandro Donati. Frame dopo frame delle analisi di Nando Sanvito (Sport Mediaset).
Sono state tante piccole gocce di Belladonna con cui ho avvelenato Olimpia.
L'ho ammorbata ed ora giace lì, splendente come sempre, ma privata della sua linfa.
Perché leggendo, ascoltando, connettendo, il quadro che ho avuto modo di dipingere per allestire la mia personale galleria è fatto di colori bui. Tetri. Di soldi intascati per nascondere il doping di stato. E' fatto di commissioni antidoping non credibili. Di personaggi - dell'antidoping - che in telefonate intercettate dicono:
– Sono Giuseppe Fischetto, come stai?
– O Giuseppe ciao come stai?
– Un po’ incazzato con la giustizia, avrai sentito che sono venuti a sequestrarci i computer, di tutto di più. Son venuti da me, da Rita (Bottiglieri, NdR), prima a casa da Fiorella (l’altro medico al centro del caso, NdR) sempre per la vicenda Schwazer. Hanno fatto un sequestro di tutto il materiale informatico che abbiamo a casa e in Fidal alla ricerca dell’idea che qualcuno possa aver sostenuto Schwazer
– Ma questo su iniziativa di chi, Giuse’?
- Del giudice di Bolzano, Va be’ so’ una rottura di palle perché m’han tolto tutti gli hard disk e ci sono anche tante cose confidenziali internazionali eh… che io spero non ci siano fughe di notizie perché succede un casino internazionale: sai metti che vengon fuori dei dati dei russi più che non dei turchi più che non degli altri, perché io sono nella commissione mondiale, tu lo sai, della Iaaf
E così alle pennellate di ingiustizia nei confronti di Alex Schwazer si sono aggiunte quelle oscure che opacizzano il mondo dello sport. Trasformandolo da Sport in sport.
Nel frattempo, Olimpia, la mia personalissima Olimpia, si avvelenava. La vernice tossica del mio quadro la uccideva. Le toglieva l'aria. Toglieva anche il dubbio, la speranza, la volontà di crederci. E così, ogni singolo risultato finisce per essere un concentrato di inverosimiglianza. Ogni medaglia rischia di nascondere una superficie torbida che appare solo facendola roteare come un pendolo sul nastro che la trattiene.
Non ho seguito le gesta dei centometristi. Non mi sono alzato all'alba come ho fatto altre volte. Non ne ho avuto la voglia. Non ho seguito il ciclismo. Non seguirò l'atletica in generale. Forse ho scelto di togliere agli atleti la patina di eroismo che li rende luccicanti. Proverò a godere delle emozioni regalate dalle discipline tecniche in cui non ci siano muscoli da gonfiare, resistenze da aiutare o fatiche da addolcire.
Perché, nonostante tutto, per ora, non riesco a fare a meno di lei.
Anche se Olimpia è morta.
E non me ne ero nemmeno accorto.



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